Il prezzo politico di un cambio di regime
Sette milioni di euro. Non per un ramo d’azienda, non per una licenza bancaria, non per un titolo televisivo. Sette milioni per il diritto, della durata di nove anni e senza rinnovo automatico, di raccogliere il gioco a distanza in Italia. Quando il prezzo della concessione è stato fissato in via definitiva, il settore ha avuto la conferma di quello che temeva: il D.Lgs. 41/2024 non era una riforma di manutenzione, era una ristrutturazione strutturale. Chi non aveva la cassa o non aveva il modello operativo per assorbire quel canone una tantum è uscito dal mercato italiano.
Per il giocatore italiano questa è una storia che riguarda direttamente le sue abitudini, anche se sembra burocrazia di settore. Cambia chi sono i concessionari, cambia la lista degli operatori legali, cambia indirettamente l’offerta di metodi di pagamento accettati dai marchi che restano, Neosurf incluso. Vale la pena capirne i numeri.
I numeri esatti del riordino
Il 17 settembre 2025 ADM ha assegnato 52 concessioni a 46 operatori per la raccolta del gioco a distanza, con decorrenza dal 13 novembre 2025. La determina è stata firmata dal direttore centrale dei giochi, Mario Lollobrigida, e rappresenta il punto di arrivo di un processo di selezione che ha coinvolto candidati italiani ed esteri.
Il gettito erariale stimato dei soli canoni concessori del riordino è 364 milioni di euro. Per dare scala a questa cifra: si parla del singolo introito una tantum legato all’assegnazione delle nuove concessioni, prima di qualsiasi tassa sulle giocate, prima di qualsiasi tributo successivo. Lo Stato ha incassato in una sola operazione un valore che, parametrato al PIL del settore, corrisponde grosso modo al gettito IVA di un trimestre del comparto online.
La durata è di nove anni senza rinnovo automatico. La differenza rispetto al passato è radicale. Prima del riordino erano in proroga 208 concessioni per il gioco a distanza, ridotte a 52 con il nuovo regime. Il sistema delle proroghe ricorrenti, che aveva permesso a operatori di operare per anni in regime transitorio, è stato chiuso. Nove anni esatti, scadenza secca, nuova gara al termine.
Per partecipare alla gara servivano almeno 3 milioni di euro di ricavi nel settore negli ultimi anni, e la seconda tranche di 3 milioni andava versata prima dell’attivazione operativa. Sommando: cassa pre-impegnata per accedere alla gara, canone effettivo di 7 milioni di euro a concessione una tantum, requisiti tecnici di infrastruttura e conformità, garanzie aggiuntive. La barriera all’ingresso è esplicita e voluta.
Requisiti d’ingresso: cassa, esperienza, infrastruttura
I 7 milioni di euro sono la voce più visibile, ma non l’unica. La gara ha imposto soglie minime su tre fronti.
Sul fronte economico, oltre al canone di 7 milioni, ai candidati erano richiesti requisiti patrimoniali e di liquidità verificati a monte. La doppia tranche di 3 milioni iniziali aveva la funzione di filtro: chi non poteva permettersi di anticipare 6 milioni complessivi solo per la fase pre-aggiudicazione era automaticamente fuori. Questo ha selezionato candidati con bilanci solidi, non aspiranti startup del gioco d’azzardo.
Sul fronte di esperienza pregressa, il requisito di 3 milioni di euro di ricavi nel settore negli ultimi anni ha automaticamente escluso gli operatori privi di un track record consolidato. Tradotto: la gara non era aperta a nuovi entranti puri, era aperta a player già attivi nel gioco d’azzardo — italiano o internazionale — che potevano dimostrare ricavi storici nel comparto.
Sul fronte tecnico, il bando richiedeva conformità infrastrutturale a standard di sicurezza, antiriciclaggio, integrità del software di gioco. Gli operatori hanno dovuto certificare i sistemi di gestione del conto gioco, i meccanismi di autoesclusione, l’integrazione con il Registro Unico Autoesclusi, le procedure di KYC. Non basta avere i soldi: serve avere l’azienda strutturata.
Chi è uscito: la grande sfoltita di novembre 2025
Il dato più rivelatore del riordino non è quanti operatori sono entrati, è quanti sono usciti. Circa il 45% dei marchi operativi è risultato fuori dal mercato italiano in seguito alla riforma di novembre 2025. Quasi un marchio su due ha lasciato — alcuni perché non avevano i requisiti economici, altri perché hanno valutato che il modello operativo italiano post-riforma non era più sostenibile rispetto ad altri mercati europei.
L’effetto pratico sul giocatore italiano è duplice. Da un lato, una concentrazione del mercato: i marchi sopravvissuti hanno ereditato la clientela orfana dei marchi usciti, con conseguente rafforzamento dei top player. Lottomatica, ad esempio, ha registrato nel 2025 ricavi a 2,3 miliardi di euro con quota di mercato online del 31,3%, beneficiando direttamente di una concorrenza meno frammentata.
Dall’altro lato, una redistribuzione dei giocatori dai marchi usciti. Alcuni hanno migrato verso i concessionari sopravvissuti. Altri hanno migrato verso operatori non-AAMS con licenza estera (Curaçao, MGA, Anjouan), che non hanno alcun obbligo verso il regime ADM e quindi non sono interessati dal riordino. Questo secondo flusso è la ragione per cui il dibattito sul mercato nero — stimato in 25 miliardi di euro di scommesse annue circolanti attraverso siti non autorizzati in Italia — è tornato centrale nell’agenda regolatoria.
Il 45% di marchi usciti rappresentano una selezione darwiniana voluta dal legislatore. La domanda aperta è se la concentrazione che ne deriva sia compatibile con gli obiettivi dichiarati di tutela del consumatore.
Implicazioni sui metodi di pagamento
Una conseguenza meno discussa del riordino riguarda l’offerta di metodi di pagamento dei concessionari ADM. Con 46 operatori invece di centinaia, l’integrazione di metodi nuovi diventa più rapida — meno frammentazione tecnica — ma allo stesso tempo più selettiva: i metodi che non passano i filtri AML interni dei concessionari sopravvissuti vengono esclusi dal paniere.
Per i voucher prepagati come Neosurf, questo significa due tendenze contrapposte. Tendenza A: alcuni concessionari potrebbero integrare il voucher come metodo aggiuntivo per intercettare la fascia utente del contante che altrimenti migrerebbe verso operatori esteri. Tendenza B: altri concessionari potrebbero al contrario evitare integrazione di metodi anonimi per non aggiungere complessità ai propri processi KYC e AML. Il quadro che emerge è un mosaico: alcuni marchi ADM con Neosurf nella cassa, altri senza.
Non c’è “caos” sui voucher digitali, ma c’è un’incertezza strutturale che si risolverà solo con il tempo, marchio per marchio. Il giocatore che vuole usare Neosurf su un concessionario ADM deve verificare nella sezione metodi di pagamento del singolo operatore, in tempo reale, perché la lista non è stabilizzata.
Lo stile di governance della Direzione Giochi ADM
Il riordino del 2024–2025 ha avuto un volto preciso: quello di Mario Lollobrigida, direttore centrale giochi di ADM. Il suo approccio dichiarato fonde rigore regolatorio e attenzione operativa al settore. “Il riordino del gioco fisico sarà un giusto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza, tutela di giocatori e minori ed esigenze imprenditoriali”, ha dichiarato il direttore in un intervento istituzionale ripreso da AGIMEG nel 2026.
Quella formula — bilanciamento — è ricorrente nel linguaggio della Direzione Giochi e descrive bene la postura del regolatore: non massimizzare un singolo obiettivo (gettito, oppure tutela, oppure efficienza di mercato) ma cercare un trade-off accettabile tra i tre. Il prezzo della concessione a 7 milioni di euro è un esempio di questo bilanciamento: alto abbastanza da generare gettito e da selezionare operatori solidi, non così alto da svuotare la gara o da diventare insostenibile.
Si può ancora acquistare una concessione fuori bando?
Una concessione vale per tutti i tipi di gioco a distanza?
Il riordino non si esaurisce nelle concessioni: la cornice complessiva del D.Lgs. 41/2024 ha portato cambiamenti anche per il giocatore finale. La sintesi pratica è in cosa cambia davvero con il decreto legislativo 41/2024 per chi gioca online in Italia.
Vedi anche: casino neosur per casinò con concessione ADM attiva.
Vedi anche: D.Lgs. 41/2024 e cosa cambia per la nuova regolamentazione.
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